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IL MUSEO PIER CARDIN

10.03.2015

Il Museo Pier Cardin ha finalmente aperto a Parigi nel Marais, al numero 5 di rue Saint-Merri, a due passi dal Centro Pompidou. In un edificio antico, ex fabbrica di cravatte, oltre 2000 metri quadrati di superficie su tre livelli, dedicato alle sue collezioni di abiti, mobili di design e accessori, dagli anni Cinquanta a oggi.

Al Museo Pier Cardin in mostra, disposti in ordine cronologico, su manichini bianchi, ci sono 200 tra i suoi modelli più rappresentativi: dal cappotto nero stretto in vita realizzato nel 1951 al mantello rosso plissé del 1952, quando lo stilista italo-francese era sarto all’atelier di Christian Dior e lanciò il celebre tailleur Bar, emblema del ‘new look’: “In quel periodo non ero ancora Pierre Cardin – ha detto – non ero ancora uno stilista”. Ecco gli abiti della sua prima sfilata di haute-couture nel 1953. Da allora quest’uomo instancabile e appassionato, con energia da vendere, non ha mai smesso di creare, inventare e lavorare, fondando un impero mondiale (ora in vendita) che va dalla moda alla ristorazione fino al teatro, passando per la profumeria e il settore alberghiero, e che lui stesso stima del valore di un miliardo di euro.

Non creo per nessuno in particolare – ha spiegato – penso a dei volumi, la notte. Immagino a occhi chiusi. Vedo delle silhouette. Allora accendo la luce. La spengo. Faccio degli schizzi. Dormo. Riprendo un foglio di carta. Sono in un mondo infinito e astratto.
Negli anni Sessanta, Pierre Cardin rompe i canoni rigidi dell’alta moda, vuole democratizzare la moda: “la moda deve essere per tutti non per le élite”. Così nel 1961 lo stilista nato nel 1922 a San Biagio di Callalta, in provincia di Treviso, e emigrato con la famiglia in Francia all’età di due anni, lancia il pret-à-porter, abiti confortevoli e eleganti al contempo, accessibili a tutti. Motivi geometrici, silhouette futuriste, colori accesi, caschi d’astronauta, il tutto ispirato alle avventure dello spazio. Dagli abiti-cerchio, alle giacche con i volant, fino alle minigonne in lana tagliate a striscioline. Ma anche cappelli dalle forme più strane, gioielli, scarpe, e qua e là i mobili, altra grande passione di Pierre Cardin, dal design sempre futurista. Questo nuovo spazio espositivo prende il posto di quello inaugurato nel 2006 a Saint-Ouen, nella banlieue parigina, che ha ormai chiuso i battenti. L’ obiettivo è ripercorrere “la storia della passione creativa di Pierre Cardin”, testimonianza dello “stile d’avanguardia e sempre in movimento dello stilista e del suo gusto per la sperimentazione”. “Ho avuto la fortuna di realizzare tutto quello che volevo, senza bisogno di banche o mecenati – ha osservato Cardin – Sono stato un uomo libero da quando avevo vent’anni”. E ha concluso: “Sono i giovani che fanno la moda non i vecchi. Io faccio parte dei vecchi ma sono rimasto giovane”.

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